Grafia&Grafie Se è vero che i primi esempi di testi scritti in lingua piemontese risalgono al secolo XII-XIII, è anche vero che , nel corso dei secoli, gli scritti in lingua piemontese si presentano con significative oscillazioni della forma scritta. Già alla fine del ‘700 il medico Pipino osservava che ognuno scriveva a modo suo e nel 1783 e pubblicò una grammatica, suggerendo un nuovo modello di grafia, che però non fu seguito. Infatti già nell’anno seguente apparve il Conte Pioletto in cui i modelli grafici erano diversi. Un elenco dei tentativi fatti via via per definire un sistema di regole ortografiche migliore dei precedenti, si trova nello studio del prof. Villata Na grafìa unica per un piemunteis pi fort accessibile su questo sito, nella sezione Lese&Scrive. Che la lingua piemontese non abbia ancora consolidato un proprio sistema di grafia, trova la sua spiegazione nel fatto che le sue regole ortografiche, comunque formulate, non hanno mai formato oggetto di un sistematico insegnamento in ambito scolastico. Se questa è una situazione rimasta sostanzialmente invariata nei secoli, oggi vi è un fatto nuovo: lo sviluppo delle tecnologie informatiche in genere e delle comunicazioni via internet in particolare. Grazie all’elettronica, oggi si scrivono con maggiore frequenza anche lingue come il piemontese, che erano soprattutto parlate. Per una buona comunicazione è essenziale la stabilità e la coerenza dell’ortografia che si può raggiungere con il correttore ortografico, altro prodigioso strumento della tecnologia informatica. É proprio partendo da questo fatto nuovo, la tecnologia informatica a supporto della scrittura di testi, in qualsiasi lingua, che la Fondazione Savej ha assunto come propria missione la predisposizione di supporti linguistici per la lingua piemontese. Di qui si è sviluppata un’attività volta alla normalizzazione della forma scritta, operando in una logica di evoluzione di quanto fatto nel corso degli anni, da Pipino in poi. Determinanti, per il risultato del nostro lavoro, sono comunque stati gli studi del prof. Villata, che, con il testo La lingua piemontese, ha analizzato e definito le regole grammaticali che stanno alla base dell’attività di normalizzazione del lessico e della grafia, il cui risultato è il correttore ortografico, presentato in questo sito. Tutto ciò è stato fatto partendo dalla convinzione che le regole ortografiche sono una convenzione, non un dogma, per cui sono suscettibili di miglioramento e di adattamento al contesto in cui i parlanti di una determinata lingua si trovavo a vivere ed operare. Ma proprio perché siamo convinti che la grafia non è un dogma, mentre viene proposta una normalizzazione ella grafia piemontese, con i criteri e secondo le logiche illustrate nella sezione Lese&Scrive, in questo stesso sito si possono trovare dei documenti scritti con sistemi ortografici diversi, senza che questo incida sulla comprensibilità di un testo, almeno per chi la lingua piemontese la parla. IIn ogni caso, per correttezza nei confronti degli autori e per chiarezza nei confronti del lettore, sui documenti con grafia diversa da quella definita come standard, a cui è dedicato questo sito, viene evidenziato il sistema di grafia a cui fanno riferimento. Tra questi sistemi di grafia, due sono particolarmente rilevanti nel contesto attuale:
Da entrambi, il sistema di grafia standard ha preso spunti, perseguendo l'obiettivo di giungere alla formulazione di una sintesi che, senza rinnegare nulla di quando ci viene dal passato, vuole essere un atto di fiducia sul futuro della lingua e dell'identità piemontesi.
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